Il Territorio di Salsomaggiore Terme?

Scopri tutto quello che puoi fare o visitare a Salsomaggiore Terme!

Rendi il tuo soggiorno ancora più interessante, visita i dintorni delle colline salsesi.

Le Terme

Il nostro territorio offre una vasta disponibilità di acque ricche di minerali con proprietà terapeutiche, sfruttate anche per il benessere della persona, il tutto immerso nel verde delle nostre colline. Fin dall’antichità, le terme, venivano frequentate da nomi illustri come Maria Luigia d’Austria (a cui si deve il primo vero centro termale), la Regina Margherita e Giuseppe Verdi.
Salsomaggiore è tra le principali stazioni termali d’Italia, grazie alle proprietà terapeutiche dell’acqua salsobromoiodica ad elevata mineralizzazione. Tabiano è famosa per i principi curativi delle sue sorgenti di acque sulfuree.
www.portalesalsomaggiore.it

Scipione Castello

Località collinare situata a circa 3 km da Salsomaggiore Terme . Scipione Castello è un piccolo borgo di origine medievale arroccato a ridosso di un castello costruito nel XI secolo dai Marchesi Pallavicino. L`antico maniero, di proprietà privata, venne trasformato intorno alla metà del XV secolo in un`elegante residenza signorile. Profondi rimaneggiamenti furono attuati anche in epoche successive, soprattutto nel XVI e XVII secolo.
www.portalesalsomaggiore.it

Tabiano Castello

Il nucleo più antico di Tabiano, frazione di Salsomaggiore, è Tabiano Castello : di fondazione romana, Inizialmente del Vescovo di Parma, divenne nel 1145 di proprietà dei Pallavicino, i quali innalzarono sulla sommità del colle una roccaforte che controllava strategicamente l’alta Valle del Taro. Il castello originario dei secoli XII e XIII fu restaurato ed ampiamente rimaneggiato alla fine dell '800, quando venne trasformato in dimora privata. Interessante da visitare la Chiesa Parrocchiale S.S. Gervaso e Protasio del XVI sec.
www.tabianoedintorni.it/tabiano-castello.php

La Terra di Verdi

Per gli appassionati del noto compositore c’è la possibilità di visitare la Casa Natale sita a Roncole e di trascorrere parte della gita a Busseto dove tutto parla di lui e dov’è possibile recarsi a Villa Sant’Agata, nella quale visse con l’amata Giuseppina Strepponi.
www.bussetolive.com

La Via Francigena

E’ la via che nel Medioevo portava da Canterbury (Inghilterra) a Roma; percorsa inizialmente da pellegrini, è divenuta poi un grande asse per il commercio e per lo spostamento di truppe militari fino al periodo del suo massimo splendore ; in seguito, la decadenza a favore di altre vie più sicure ed alternative. La sezione che si snoda nella provincia di Parma è uno dei tratti più suggestivi perché porta da un ambiente fluviale al valico appenninico della Cisa, in cui già si respira l’aria del mare. Inoltre è un tratto ben attrezzato e strutturato, facilmente percorribile a piedi su strade e sentieri ben segnalati, lungo i quali è possibile trovare alloggi rurali e ristorazione tipica.
www.viefrancigene.org

Parma Città

Iniziamo la visita da Piazza Duomo, dove potrete ammirare il Battistero (a testimonianza del passaggio dal romanico al gotico, costruito in marmo rosa di Verona su pianta ottagonale); il Duomo, costruito tra i secoli XI – XII, all’interno è ricco di capolavori come la cupola affrescata da Correggio (Antonio Allegri) e opere scultoree di Benedetto Antelami.
A poche decine di metri troverete il Palazzo della Pilotta, che ospita la Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico Nazionale, il Teatro Farnese (tra i teatri storici più belli del mondo), il Museo Bodoniano, la Galleria Nazionale (una delle pinacoteche italiane più importanti) e poco distante il Teatro Regio (a testimonianza dell’unione tra Parma e la musica lirica).
Per gli amanti della natura Parma offre la possibilità di visitare il Parco Ducale stupendo esempio di giardino “alla francese” dove potrete ammirare le opere scultoree di Jean Baptiste Boudard e il Palazzo Ducale.
www.turismo.comune.parma.it

Rocche e Castelli

Come non visitare le rocche, le regge, le fortezze e i manieri che costellano la nostra provincia?
Nella fascia appenninica sorgono la Fortezza di Bardi (seconda in Europa per dimensioni), all’interno della quale troverete la suggestiva piazza d’armi e numerosi saloni affrescati; il Castello di Compiano (costruito nell’anno Mille) che domina l’intera Val Taro; il Castello di Corniglio.
Nella fascia collinare troverete il Castello di Felino, costruito nel IX secolo e ampliato in seguito; il Castello di Montechiarugolo, struttura del XII secolo e testimone di cento battaglie; la Rocca di Sala Baganza, residenza dei conti Sanvitale, conserva alle sue pareti affreschi cinquecenteschi; il Castello di Torrechiara, edificato nel XV secolo da Pier Maria Rossi, custodisce al suo interno la “Camera d’oro” con affreschi attribuiti a Benedetto Bembo; il Castello di Varano Melegari.
Nella fascia della Bassa parmense la Reggia di Colorno che fu residenza dei Farnese, dei Borbone e di Maria Luigia d’Austria, affacciata sullo splendido giardino alla francese; la Rocca Sanvitale di Fontanellato, con la sua parte più antica risalente al XIII secolo, è situata in pieno centro e conserva meravigliosi affreschi come quelli della sala di Diana e Atteone del Parmigianino; il Castello di Roccabianca fatto edificare da Pier Maria Rossi nel XV secolo per l’adorata Bianca Pellegrini; la Rocca dei Rossi di San Secondo, residenza nobiliare che celebra, con i suoi maestosi affreschi, la potenza del casato dei Rossi; la Rocca Meli Lupi di Soragna, ancora abitata dalla famiglia Meli Lupi ed è stata costruita nel 1385.
www.castellidelducato.it

La Bassa e il Po

Zone caratterizzate dalla prevalenza di attività agricole che ruotano intorno alla coltivazione della terra e alla lavorazione delle carni suine. Basti pensare che la Bassa Parmense è particolarmente conosciuta per i suoi prodotti tipici, come per esempio la “Spalla di San Secondo” (cotta e cruda) e il famosissimo “Culatello di Zibello” accompagnati dalla “Fortana del Taro”, tutti legati dalla “strada del culatello di Zibello”, goloso e imperdibile itinerario enogastronomico.
Tra i principali paesi che caratterizzano il percorso del Po nella Bassa Parmense troviamo Colorno, con la sua stupenda reggia (oggi, tra l’altro, sede della Scuola Internazionale di Cucina Italiana – ALMA); Soragna, con la Rocca Meli Lupi; Fontevivo, con l’abbazia cistercense; San Secondo, con il castello dei Rossi; Fontanellato, con il castello che custodisce gli affreschi del Parmigianino.
Da non dimenticare il “Mondo Piccolo” di Giovannino Guareschi, creatore di Don Camillo e Peppone, nativo di Fontanelle e Bernardo Bertolucci che girò Novecento proprio in due caratteristiche corti, una delle quali si affaccia sulle rive dell’imponente fiume Po.
www.stradadelculatellodizibello.it
www.soragnatourism.com
www.visitporiver.it

Appennino

Offre degli splendidi paesaggi e negli ultimi anni è in via di sviluppo anche il settore turistico, grazie anche alla nascita di numerosi agriturismi e B&B per permettervi di assaporare il più a lungo possibile tutte le meraviglie che l’Appennino parmense offre a tutti gli appassionati.
Potrete visitare il territorio con suggestive passeggiate a cavallo, con escursioni in mountain bike e a piedi, scoprendo suggestivi borghi e raggiungendo le vette più alte. Tra le mete più suggestive troviamo i parchi e le riservenaturali: il Parco dei Cento Laghi che ospita il Lago Santo (il più ampio lago naturale dell’Appennino emiliano-romagnolo) e i Lagoni, dai quali partono innumerevoli sentieri segnalati per raggiungere il crinale e gli altri stupendi laghi appenninici; il Centro Turistico Monte Fuso che svolge innumerevoli attività didattiche; la Riserva Monte Prinzera; l’Oasi dei Ghirardi; i parchi del Taro e dello Stirone; i Boschi di Carrega.
Anche l’Appennino propone prodotti tipici locali davvero irripetibili. Chi non consce il “Prosciutto di Parma”, il “fungo porcino di Borgotaro” e “il tartufo di Fragno”? Naturalmente anche qui troviamo ricchissimi percorsi enogastronomici che vi prenderanno letteralmente per la gola: “la “strada del prosciutto e dei vini dei colli” che si intreccia con la “strada del fungo porcino di Borgotaro”.
www.appenninoparmaest.it
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